Test delle Intolleranze o Ipersensibilità Alimentari

test intolleranze alimentariLe Intolleranze o Ipersensibilità Alimentari sono manifestazioni dell’organismo che derivano dall’impossibilità di digerire un dato alimento, a causa di difetti metabolici che possono essere causati dallo stile di vita (scarsa masticazione, errate combinazioni alimentari, ecc.), o da stati emotivi alterati, oppure possono essere scatenate dall’assunzione di determinati farmaci.

L’intolleranza può provocare sintomi simili all’allergia (tra cui nausea, diarrea e crampi allo stomaco), ma la reazione non coinvolge nello stesso modo il sistema immunitario.

cuore-melaLa dieta non fa per te? Richiedi la tua tabella alimentare ››

 

Come scoprire di essere intolleranti a certi alimenti

Le intolleranze sono riconducibili all’accumulo nel tempo delle sostanze responsabili dell’ ipersensibilità, fino ad un livello massimo (“dose soglia“), oltre il quale si ha uno o più sintomi. Le “dosi soglia” sono soggettive e personali. Per questo le persone che hanno un’intolleranza possono spesso sopportare piccole quantità dell’alimento o del componente in questione senza sviluppare sintomi.

Quindi risulta spesso difficile accettare e comprendere come si possa “improvvisamente” diventare intolleranti a un cibo comunemente introdotto quotidianamente o meglio più volte al giorno (frumento, olio di oliva, latticini, ecc.). I sintomi causati dalle intolleranze ai diversi tipi di cibo sono molteplici.

 

I sintomi più comuni delle intolleranze alimentari

I più frequenti sono cefalee, disturbi intestinali (gonfiori, stipsi o diarrea, colite, meteorismi, ecc.), disturbi dell’umore (depressione, irritabilità), dolori articolari, mal di gola o bronchiti ricorrenti e molti altri. Il sospetto va posto quando un disturbo, anziché comparire in modo passeggero o saltuario, inizia a presentarsi sempre più frequentemente.

È possibile diagnosticare un’intolleranza sottoponendosi a dei test specifici come per esempio il test leuco-citotossico oppure i test genetici, queste sono le due metodiche che vengono effettuate nel mio studio che uno studio associato A.C.S.I.A.N. Associazione Centro Studi delle Intolleranze Alimentari e della Nutrizione.

 

I test leucocitotossico e genetico

Il Test Leuco-Citotossico

test leuco-citotossicoQuesto test si basa sull’analisi della reazione che hanno i leucociti quando sono posti a contatto con gli estratti degli alimenti nei confronti dei quali si vuole stabilire l’intolleranza. L’analisi è effettuata direttamente sulle cellule leucocitarie mediante un microscopio ottico.

La metodica seguita per l’esecuzione del test è quella proposta da Bryan (1960 e successiva del 1967) e consta delle seguenti fasi:

• 5 ml di sangue sono raccolti in provetta con anticoagulante (citrato di sodio 3,8 g/L) e centrifugati a 1500- 2000 x g per 20 minuti. Si formano due fasi: la parte contenente i globuli rossi in basso ed il plasma in alto. All’interfaccia è presente un sottile strato biancastro in cui sono disposti i globuli bianchi.

• Mediante pipetta Pasteur monouso, 0,5 mL di materiale vengono raccolti da questa interfaccia prelevando il più possibile leucociti ed in parte le due fasi sopra- e sottostante.

• Il materiale prelevato si trasferisce in una provetta contenente 2,5 mL di acqua e si miscela delicatamente a questa con la pipetta.

• Singole gocce di tale materiale diluito sono poste a contatto con gli estratti alimentari predisposti sui vetrini.

• I vetrini sono coperti con gli appositi copri-oggetto e si lascia incubare per 10- 15 minuti.

• I vetrini sono analizzati ad un microscopio ottico con un ingrandimento finale di 400 volte.

Dall’osservazione dei leucociti si attribuisce un diverso grado di reazione all’estratto alimentare secondo la seguente scala:

• livello 0 reazione assente
• livello 1 reazione lieve
• livello 2 reazione media
• livello 3 reazione forte
• livello 4 reazione molto forte

Questi livelli di reazione vengono definiti in base allo stato del leucocita, il quale passa da una condizione normale ad una di rigonfiamento, poi di vacuolizzazione ed infine di rottura, oltre che dall’abbondanza relativa dei leucociti che hanno reagito rispetto al totale.

Prima di procedere con l’analisi delle reazioni di intolleranza ai vari cibi, si analizza il vetrino di controllo sul quale i leucociti sono posti a contatto solamente con i composti usati per l’estrazione degli alimenti.

In questa fase, non solo ci si assicura che le reazioni analizzate successivamente siano specifiche e relative all’alimento, ma si controllano anche la quantità dei globuli bianchi per campo ottico che si andrà ad analizzare (controllo sulla procedura di lavoro), così come lo stato dei globuli bianchi del singolo paziente.

Per rendere sempre più completa la determinazione del profilo nutrizionale di chi si rivolge ad un biologo A.C.S.I.A.N. sono a disposizione ulteriori test.

Test Genetici

test geneticiUna delle caratteristiche degli organismi viventi è quella di trasmettere alle generazioni future tutte le informazioni necessarie alla prosecuzione della specie. I geni sono quindi un vero e proprio “manuale di istruzioni” che determina i limiti potenziali del singolo organismo.

Ciascuno di noi ha quindi un differente corredo genetico e di conseguenza capacità differenti di affrontare le sfide poste dall’ambiente esterno. In particolare è documentato in letteratura come i geni possano presentarsi in differenti forme polimorfiche a cui corrispondano prodotti proteici diversi e con differente grado di attività.

In nutrizione, più specificamente, una ridotta attività di specifiche proteine chiave oggi identificate, comporta una compromissione del normale metabolismo ed assorbimento dei nutrienti. Ecco che, ad esempio, un deficit dell’ enzima lattasi non permette il corretto assorbimento del lattosio, oppure una forma mutata della metilen-tetraidrofolato-reduttasi (MTHFR) non consente il corretto assorbimento dell’acido folico.

Questi deficit possono comportare delle carenze nutrizionali e dei malassorbimenti che, se non considerati, comportano, nella migliore delle ipotesi, una riduzione nella qualità della vita. In realtà il rischio che corriamo è molto più importante, dal momento che carenze prolungate conducono a vere e proprie patologie.

Oggi grazie a moderni ed affidabili test genetici si può con certezza determinare la predisposizione individuale, cosi da proporre adeguate integrazioni alimentari e ridurre in modo decisivo il rischio di patologia.

I biologi nutrizionisti acsian propongono 6 test per la determinazione delle predisposizioni genetiche:

• Intolleranza al lattosio
• Predisposizione alla celiachia
• Metabolismo della vitamina D
• Predisposizione all’ obesità
• Metabolismo dei lipidi
• Metabolismo dei folati

 

SCOPRI SE HAI DELLE INTOLLERANZE ››